CORTEI RUCCUTONI!

LA PROTESTA

malindi

Malindi, spacciatori in corteo
"Lasciateci lavorare in pace"

Singolare manifestazione nella celebre località turistica del Kenya. "Se c'è richiesta, significa che c'è bisogno anche di noi, rispettate i nostri diritti". Un centinaio di persone in strada, bloccate però da un'associazione che si occupa del recupero dei tossicodipendenti. Due settimane fa un giro di vite della locale prefettura contro lo spaccio di stupefacenti e la microcriminalità

MALINDI – Chiedono che vengano rispettati i loro diritti anche se non è ben chiaro quali siano e si stenta a trovare un'organizzazione sindacale, o qualcosa di simile, che li rappresenti. Eppure gli spacciatori di Malindi, celebre località turistica del Kenya molto frequentata dagli italiani, si sono organizzati in corteo e hanno inscenato una protesta lamentando che la polizia li perseguita e intralcia il loro lavoro.

"Abbiamo anche noi diritto di lavorare, abbiamo mogli e figli da sfamare, non si può andare avanti così", hanno gridato, scandendo alcuni slogan, gli spacciatori di marijuana mentre sfilavano accompagnati dai loro familiari. La singolare manifestazione è partita da Maweni, quartiere povero di Malindi: un centinaio di persone in marcia con l'obiettivo di raggiungere la stazione di polizia perché proprio le forze dell'ordine sono – guarda caso -il nemico, "ci perseguitano ma in fondo, se c'è richiesta, vuol dire che c'è bisogno di noi". 

Il corteo tuttavia è stato bloccato da un'associazione locale, di ispirazione islamica, che da anni si occupa del recupero dei tossicodipendenti, il "Maarufu". "Sarà meglio che torniate alle vostre case – è stato intimato loro – e vi decidiate a cambiare mestiere, scegliendo tra quelli legali. Se invece continuate a manifestare, sarà fin troppo facile per la polizia identificarvi tutti".

Circa due settimane fa, nel corso di una conferenza stampa, il prefetto di Malindi Arthur Mugira aveva annunciato un giro di vite contro lo spaccio e la microcriminalità, una stretta che in poco tempo aveva portato all'arresto di numerose persone. Il che aveva portato il capo della locale polizia a diffondere dati "molto confortanti" sul crimine in città, con un "calo del 40% nei primi tre mesi del 2010, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno".

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4 commenti su “CORTEI RUCCUTONI!”

  1. Gordon74 Says:

    Lo scorso dicembre ci sono stato 2 settimane… l'unica persona che ha cercato di vendermi l'erba era un pescatore che poi mi è stato detto fosse musulmano. Credo comunque fosse davvero un'eccezione: la maggior parte dei musulmani possiede una piccola-media attività commerciale (a Malindi è nota la produzione di mobili in legno) che gli permette di vivere agiatamente, come la numerosa comunità italiana coinvolta nelle strutture turistiche. I masai non fanno testo: era un popolo di cacciatori, ma 25 anni fa il governo gli ha vietato la caccia, quindi oggi campano perlopiù vendendo piccoli oggetti di produzione propria o esibendosi in danze e rituali presso le strutture turistiche. A soffrire maggiormente sono le altre tribù, a maggioranza kikuyu, costrette ad elemosinare qualsiasi cosa presso i turisti italiani. A me è stato detto, tra le altre cose, "quest'anno siete bugiardi, perchè dite che c'è crisi in Italia e invece non è vero!". Ho avuto modo di uscire dai percorsi convenzionali ed addentrarmi di notte anche in quartieri e zone malfamate… ho visto situazioni raccapriccianti legate anche alla droga (la marijuana sarebbe il male minore, credetemi). Ufficialmente il governo kenyota non fa distinzione tra spacciatori e consumatori: entrambi vanno in prigione e tanto per essere chiari, ai turisti che sbarcano a Mombasa, andando in pullman a Malindi, viene mostrata la prigione che sta proprio sulla statale per far vedere che lì non scherzano. Tuttavia ho visto ragazzi fumare all'esterno di alcuni locali e mi è stato detto da altri che "non è pericoloso". Come in molti Paesi africani, è vero tutto ed il contrario di tutto… tutto e tutti possono essere comprati. La corruzione è ovunque, in ogni forma apertamente mostrata senza pudore. A farne le spese, come si può immaginare, c'è chi non ha la possibilità di corrompere… allora è bene uscire dalle città e andare a vedere cosa succede verso l'interno e la savana, nei villaggi delle foreste, dove anche un'iniziativa spontanea sarebbe utile a migliorare un poco le condizioni di vita.

  2. ilModernista Says:

    "…rispettate i nostri diritti""Abbiamo anche noi diritto di lavorare, abbiamo mogli e figli da sfamare, non si può andare avanti così""…se c'è richiesta, vuol dire che c'è bisogno di noi"LIBERTA'!

  3. Gordon74 Says:

    Ma perchè in effetti nessuno è nella legalità… dai Beach Boys, veri e propri abusivi del turismo, alla Polizia stessa che non è aliena da forme di banditismo. La frase d'apertura dell'articolo, apparentemente ingenua, spiega tutto: una volta che ci si riunisce in un'organizzazione capace magari di raccogliere qualche soldo, si può fare tutto… legalmente ma anche no.

  4. ilModernista Says:

    Tornando seri per un secondo…"Come in molti Paesi africani, è vero tutto ed il contrario di tutto… tutto e tutti possono essere comprati"…secondo me non c'è bisogno di aggiungere altro!


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