Digiuno di Calcio 31/08/2011

L’astinenza è una brutta bestia: se col passare degli anni hai imparato persino ad accogliere la fine dei campionati con un senso di liberazione, arrivi a settembre ed attendi la prima di campionato con la bava alla bocca. Il calcio scommesse e l’ennesimo terremoto societario nel Terracina dovevano aver provocato un calo d’interesse notevole, ma lo sciopero prima, ed il turno della Nazionale poi, hanno accentuato la voglia di Calcio vissuto. Allora eccoci pronti a partire per Morolo in un pomeriggio afoso nel mezzo di Piazza Mazzini, coi turisti in ciabatte e pareo che si dirigono verso il mare, con le solite convulse telefonate (Barone rispondi!) e con la ricerca di posti in macchina per la trasferta in terra ciociara. Quanti siamo? 40, forse 50 ultras. Buono, rispetto agli ultimi anni. E’ che la Curva Mare vuole risollevarsi, a prescindere dalla squadra, a prescindere dalla società. Non è mancato chi ci ha criticato, chi si è permesso di dire “steteve alle case vostre, ancora seguite ‘sti 4 mercenari”… anche questa volta. Non mi interessa cosa faccia questa gente la domenica, sicuramente avrà di meglio da fare o a conti fatti potrà dire “ve l’avevo detto”… ma vorrei capire cosa togliamo a loro, tutto qui. Ho quasi 40 anni e credo di poter decidere come farmi male, eventualmente. Non è una questione di crederci o meno, una delle pezze che volevo fare raffigurava la scritta “We knew the score”, che è lo slogan di una marca d’abbigliamento inglese degli anni ’80, ma che ho adottato a mia personale filosofia nel seguire il Terracina: il risultato lo sapevamo già. Allora cos’è, fanatismo? Boh, io so solo che mi diverto un casino. Non me ne vogliano i rinunciatari dell’ultima ora Maxetto e Barone… ma stavolta la mia macchina era un red carpet, un parterre de roi: al mio fianco Giampiero la Purchetta e dietro i fratelli “Pane e Cioccolata”… la macchina camminava impennata! Ma come spesso accade, il viaggio si è svolto in modo piacevolissimo tra ricordi e chiacchiere varie. In anni e anni di Curva, credo di poter bocciare solo un viaggio d’andata a Ciampino con Pizznir ed il figlio… ed un viaggio di ritorno da Formia in cui stavo male e Maxetto ha guidato la mia macchina. Comunque il pensiero va sicuramente a Spiry e al povero Boliviano, che ci hanno lasciato nel mese di settembre ed erano con noi a tifare da lassù. Davanti a me Guido con gli Ultras ’94, stranamente veloce (forse per via della macchina nuova, che ha smentito il soprannome “Guido Piano”) ma clamorosamente in crisi sulle rotatorie nei pressi di Supino. Ho quindi preso in mano la situazione guidando la carovana, tranne una sosta inaspettata a pochi metri dallo stadio di Morolo, perché Giampiero doveva fare i suoi bisogni. All’arrivo sparano 10 euro per entrare, non se ne parla soprattutto coll’omino del gabbiotto, il quale non cede alle suppliche, ai commenti sulla crisi e sul caro-benzina, al calcio scommesse e così via. Sembrerebbe inamovibile, se non ci fosse la prima scossa tellurica al suo gabbiotto provocata da un paio di tifosi un po’ più robusti. Due carabinieri si avvicinano, più interessati che preoccupati. Gli viene spiegato il problema e ci consigliano di chiamare un nostro dirigente per trattare sul prezzo. Viene chiamato Attilio, che viene fuori insieme a Emanuele Germano e riesce a contrattare un inedito “paghi 2 entrano 3”. Proviamo la formula, ma complice il caldo e la tensione, dopo i primissimi biglietti non ci si capisce più niente e si opta arbitrariamente per un più consono “paghi 1 entrano 2”. Stavolta l’omino al gabbiotto non si oppone. Entriamo, viene appeso lo striscione “Curva Mare” e parte il primo coro: “Morolo, Morolo… vaffanculo!”. Mettere Giampiero e Conchino a lanciare i cori è una delle trovate che rende la Curva Mare uno spettacolo nello spettacolo: litigano su tutto e non c’è verso di farli smettere, mentre gli altri cercano di continuare il coro con vigore e voce, evitando di ridere. Il vantaggio del Morolo arriva quasi subito: errore in fase di costruzione, fuga sulla sinistra con Cavallaro che insegue col freno a mano tirato, palla al centro ed il n° 9 solo soletto deposita in rete. Non ci abbattiamo, anzi iniziamo a battibeccare col loro n° 7 che continua a provocare… e col guardalinee sotto di noi, reo (come al solito) di non prendersi responsabilità e di non segnalare neanche i falli laterali. La manovra del Terracina non è fluida, forse per le defezioni di Botta e Altobelli in difesa e la conseguente preoccupazione che regna a centrocampo; davanti c’è il solo Ferrara a fare da sponda, mentre La Cava accusa un ritardo di preparazione. Tuttavia falliamo 2-3 occasioni nitide per pareggiare e in apertura di ripresa arriva il 2-0. Cross da destra e l’attaccante che libero come il cavallo bianco del bagnoschiuma Vidal, svetta di testa schiacciando in gol. Stavolta accusiamo il colpo, ma il n° 3 del Morolo riapre la partita: dopo un contrasto col giovanissimo terracinese Mucciarelli, cerca di rifilargli una manata, proprio sotto il nostro settore. Esplodiamo in una selvaggia pioggia di insulti e bestemmie, mentre il coglione guarda noi e dice qualcosa. Non appena riprende il gioco e la palla arriva a Mucciarelli, il prode n° 3 si lancia in scivolata e con la gamba sinistra tesa va a falciare l’ala terracinese: rosso diretto tra l’esultanza e la soddisfazione della Curva Mare. Il Terracina in superiorità numerica inserisce il rientrante Tajon in attacco, ma il Morolo regge bene al nostro assalto. Nel finale rissa in campo ed in tribuna coperta, dove vediamo alzarsi in piedi le polo bianche dei preparatori e giocatori terracinesi. Ci lanciamo fuori dallo stadio, mentre un preparatore ci invita alla calma, ma qualcuno di noi riesce a fare il giro ed entrare nel loro settore. I due carabinieri che corrono davanti a me sono uno spettacolo: ad uno balla tutto ed esce la camicia fuori dai pantaloni, si mettono davanti al cancello quando già sono entrati una decina di noi… e tra quelli meno ragionevoli. Fortunatamente qualcuno ristabilisce la calma e viene il presidente del Morolo a parlare con noi fuori il cancello. Io gli ricordo le provocazioni del n° 7 e lui mi risponde “ma è un ragazzino… quello sta a pensà a giocare!” ed io gli dico “no! È un coglione e sta a pensà a provocare… questo è il punto!”. Vabbè prosegue con Giampiero che sembra uno del collettivo all’uscita di Mirafiori negli anni ’70: ogni morolese che esce deve subire la sua domanda “ci stavi al Flaminio nel 2006?”… e finisce con uno che gli risponde alzando le mani “mi son de Ivrea”. A quel punto stacchiamo Pizznir dalla rete di recinzione che confina con lo spogliatoio del Morolo e rimontiamo in macchina per tornare a casa.

SCRITTO DA GORDON

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3 commenti su “Digiuno di Calcio 31/08/2011”

  1. anonimo Says:

    quella di "Guido piano" è una delle più grosse bufale che vanno avanti da almeno una decina di anni…..Tutti con questa cosa (nata non si sa dove), ma poi, puntualmente, ogni domenica viene quello di turno e dice: Guì, guidi tu?…..

    Sands

  2. Gordon74 Says:

    Io l'ho sentita all'autogrill di Anagni una volta che stavamo andando a Mentana in processione sull'autostrada… forse era per colpa della macchina o comunque si prestava bene il nome… 😉

  3. anonimo Says:

    Il Genoa vincerà e tutti canteremo fino alla fine! Gasperini ti vogliamo bene. Tony Garillo alias cielo duro


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