LA GENESI… SECONDO AMERIGO


 

 

In fin dei conti la bambina che venne alla luce (quella poca luce che penetrava la coltre di gas che si andava accumulando nella 167) non era così male.
Per fortuna (fortuna si fa per dire…) aveva preso del padre e presentava le fattezze umane: due gambe, due braccia e una testa.
Un pò grande a dire la verità.
Ma già era tanto.

Adamo – quindi questa è tua figlia? ma ora, come farai da solo a crescerla?

Ruccutone – non ti preoccupà. Anzi,mo che torni a casa non ti ci fa le pippe sopra. 

A – ma è na mammoccia!

R – è carne che cresce…

Adamo perplesso dalla risposta si girò, rivomitò e riprese la strada per casa, rimuginando sulle parole del primo ruccutone.

Era quasi sera oramai e la srada del ritorno era ancora lunga.

Bisognava oltrepassare il ponte Rosso, così chiamato dal primo ruccutone a causa di un suo difetto di pronuncia. In realtà era il ponte Grosso, il ponte che divideva la 167 dall'Eden.
24 km di legno che sovrastavano le temibile acque del Mortacino.

A quei tempi i fiumi erano tre il Tigri, l'Eufrate ed il Mortacino appunto.

Le sue acque erano color tenebra, abitate dalle temibilissime nutrie e dalle zanzare più grosse che esistevano allora: le zanzare dinosauro (le attuali zanzare tigre sono l'unica involuzione presente in natura).

Cadervi dentro era pericoloso. 

Lo stesso Dio si teneva alla larga da loro, maledicendo il giorno (il diciassettesimo) che le creò.

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