05 novembre 2014 – Milano

Un fulmine a ciel sereno, partito dal Brasile per squarciare le giornate francesi di Adriano. Da Le Havre, dove sta negoziando un contratto di sei mesi per tentare l’ennesimo rilancio, l’ex Imperatore ha appreso di una grave denuncia a suo carico presentata poche ore fa dalla magistratura di Rio de Janeiro: l’accusa, informa l’emittente Espn dopo aver ricevuto conferme da fonti giudiziarie, è di associazione finalizzata al traffico di droga, falsificazione di documenti e traffico di droga. Tutta colpa di un’indagine partita quattro anni fa per una moto che Adriano regalò al narcotrafficante Paulo Rogerio de Souza Paz, alias “Mica”. La denuncia e la richiesta di misure cautelari, tra cui il ritiro del passaporto, verrà esaminata nei prossimi giorni dalla 29° sezione del Tribunale di Rio. In caso di colpevolezza, Adriano rischia fino a 25 anni di carcere.

Sudamerica

DEJA’ VU — Probabilmente, dopo la testimonianza rilasciata agli inquirenti nel 2010, Adriano era convinto di essersi lasciato la vicenda alle spalle. Quella moto regalata al pericoloso amico, all’epoca membro di una sanguinaria organizzazione criminale che regnava nella favela di Vila Cruzeiro, Comando Vermelho, sembrava destinata a restare solo un aneddoto (scomodo) come tanti altri. Ma le indagini sono evidentemente continuate, fornendo al pubblico ministero di Rio de Janeiro gli elementi necessari per formulare, quattro anni dopo, l’inquietante accusa nei confronti del brasiliano. Secondo la denuncia, “quella moto fu intestata alla madre di “Mica” per cercare di occultare un presunto accordo tra Adriano e il narcotrafficante, che necessitava di un mezzo veloce per poter pattugliare la favela e muoversi al di fuori di essa senza destare sospetto. In definitiva – sostiene il pubblico ministero Alexandre Murilo Graça (lo stesso che aprì l’inchiesta conclusasi con la condanna dell’ex portiere Bruno Fernandes a 22 anni di carcere per il brutale assassinio della fidanzata Eliza Samudio – c’è il fondato sospetto che Adriano e un amico (tale Marcos José de Oliveira, ndr) si siano accordati con i narcotrafficanti di Vila Cruzeiro allo scopo di favorire il lo smercio di droga e attività illecite affini”.