I DIARI DELL’APETTA: LE RAGAZZE DIVERTENTI.

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Riprendiamo senza ragioni particolari una rubrica storica di Mentalità Ruccutona, con 2 libri usciti nell’ultimo mese del 2014 che presentano molti tratti in comune, nonostante l’ambientazione e gli autori siano parecchio distanti.

“Quando tutto era possibile” di Meg Wolitzer è la classica epopea statunitense di un gruppo di amici che rimangono tali (o provano a farlo) nel corso degli anni, partendo dalla metà degli anni ’70 fino ai giorni della crisi. La protagonista è Jules, una ragazza poco attraente che perde il padre e trova una cerchia di amici “interessanti” nell’arco di pochi mesi, in un campeggio estivo per aspiranti artisti. La sua aspirazione è essere divertente, la qualità che manca ai suoi amici interessanti e che le viene da loro riconosciuta. Il romanzo ha forse il difetto di rimanere appiattito, nonostante passi attraverso episodi storici notevoli, fallimenti, successi, disgrazie. La stessa Jules dovrebbe apparire divertente, eppure mancano i dialoghi in cui effettivamente lo dimostra. In generale anche i tratti caratteriali degli altri personaggi sono poco o per niente definiti, rimangono estranei come un gruppo di amici poco o per niente interessanti, nonostante la loro stessa biografia racconti l’opposto. Forse la fortuna del libro è proprio quella di far pensare al lettore, che la sua cerchia di amici sia davvero interessante e che l’amicizia sia quel valore prezioso e gratuito da coltivare lungo tutta la nostra vita.

“Funny Girl” segna l’atteso ritorno di Nick Hornby sulla scena letteraria. Anche qui si parte dalla Swinging London degli anni ’60 per arrivare ai giorni nostri con gli stessi personaggi, ma qui si può pensare di conoscere la protagonista Barbara dalla prima pagina, grazie alla capacità di Hornby di condurre il lettore a bordo di una navicella all’interno della psiche dei personaggi, con continui riferimenti condivisi. Al contrario dell’altra protagonista, Barbara è molto bella ma persegue l’ambizione di far ridere in TV come la sua attrice preferita: l’americana Lucille Ball. Così getta letteralmente la fascia e la corona di Miss Blackpool e si avventura a Londra, passando dalle opprimenti pareti con scene di caccia a quelle bianche con poster colorati… dai grossolani e provinciali inglesi del nord, ai folli e moderni personaggi dello star system. Il ritmo dei dialoghi è talvolta esilarante, brani che ti tatueresti su un braccio e personaggi che vorresti fossero esistiti realmente, per poterne sapere di più. Ma la virtù di Hornby è proprio quella di azzeccare così perfettamente i profili psicologici, da rendere i suoi personaggi dei nostri conoscenti. Il libro finisce e rimani con l’ultima pagina tra le dita, come sempre innamorato dei detestabili (ma credibili) personaggi dell’autore inglese…

 

… e salutiamo così l’anno d. m. 2014 augurando a tutti voi di vivere ruccutonamente queste feste e tutto il 2015!

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